Quando el sol tramonta, l’asem el s’emponta

Venerdì 6 gennaio dalle 15.30 il Comitato dell’olivaia verrà sui terrazzamenti per un incontro benaugurale per questo 2017.

L’invito è aperto a tutti, vi aspettiamo!

Qui di seguito il testo scritto dal comitato di Arco per comunicare l’appuntamento:

Quando el sol tramonta, l’asem el s’emponta.

Il 6 gennaio il Comitato per la salvaguardia dell’olivaia della Busa andrà in delegazione alla Tribù delle Fratte di Mori ad offrire la propria solidarietà. Abbiamo ottimi motivi per farlo.

Le Fratte di Mori, i terrazzamenti disegnati “dall’arpa di pietra dei muri a secco”, che sanno di paziente, millenario e misurato lavoro dell’uomo e che ancor oggi vengono manutenute dai moriani, sono una visione rasserenante anche per la persona di passaggio, un tempo si sarebbe detto il viandante.

Dunque ci andremo come viandanti a manifestare la nostra ammirazione per questo paesaggio, il bello e il buono meritano talvolta di essere celebrati.

Il paesaggio e il suolo, così come l’acqua e l’aria, sono beni collettivi che vanno protetti e tutelati da interventi lesivi ed appropriazioni.

Come ha detto anche papa Francesco.

Nel nostro comitato diciamo che i beni collettivi devono diventare le nuove “regole”, intese come usi civici di antichissima tradizione trentina, beni collettivi indivisibili ed inalienabili che garantiscono la sopravvivenza delle comunità in forte legame con il proprio territorio.

Dunque andremo a dire ai nostri amici che condividiamo la visione di un modello di società basato sul rispetto delle regole, sull’assunzione di responsabilità e sull’autogoverno con metodo democratico.

I progetti di “vallo tomo” stanno sorgendo come funghi in trentino, funghi tossici.

Dopo aver cementificato e catramato i fondo valle con urbanizzazioni disordinate, capannoni e rotonde, i depredatori di suolo guardano ai pendii.

Anche in Busa è in progetto un enorme vallo tomo al piede orientale del Brione, una zona che fino in epoca recente non era stata mai urbanizzata; ci sarà un perché. Ed anche in Busa si sfrutta il tema della sicurezza per affermare senza confronto che è l’unica soluzione possibile: chi è contrario è un criminale.

Gli amici moriani hanno già attraversato questa situazione. Hanno studiato il problema e scoperto che anche no, esistono delle alternative meno impattanti e forse anche meno costose. Hanno sperimentato la irragionevolezza, l’arroganza dei decisori pubblici ed hanno applicato forme di resistenza efficaci, non violente ma molto efficaci.

Dunque andremo dai nostri amici ad imparare, a far frutto della loro esperienza, a chiedere, se servirà, la loro solidarietà.

Andremo il giorno dell’Epifania. Non in adorazione come i re magi ma certamente in fraterna amicizia. E con un po’ di ironia porteremo in dono “Olio (della Busa), Incenso e Birra”, perché l’ironia è il bon ton degli oppressi, i potenti e gli arroganti non hanno questa grazia.

 

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