Toponimo di Mori

Lo scorso 14 giugno abbiamo ricevuto la seguente mail:

Sono uno studioso di toponimi e Vi scrivo per esprimervi tutta la mia solidarietà per la protesta del comitato contro la distruzione dell’ambiente nella loc. Fratte, nel caso in cui venisse realizzato l’ecomostro “vallotomo”…

Alla solidarietà per una doverosa iniziativa di salvaguardia dell’ambiente però, voglio aggiungere un altro elemento, che scaturisce dai miei studi toponomastici (v. allegato Fratte p.d.f.). Infatti, il toponimo Mori deriva dal latino Muris traducibile con (località)… ai Muri.

La questione ambientale deve perciò coinvolgere non soltanto gli abitanti delle Fratte (… muri), ma tutti gli abitanti di Mori nella difesa della loro identità più profonda, quella del nome!

Auguro pieno successo alla vostra iniziativa, che si traduca in soluzioni tecniche alternative, onde salvaguardare un ambiente unico e irripetibile.

Cordiali saluti

Mariano D’Olif

Qui di seguito la specifica di Mariano:

Il toponimo MORI

La posizione di Mori è particolarmente felice. Si trova esposto a sud, ai piedi della montagna che lo ripara dal vento di tramontana e gode dei benefici dell’Òra del Garda. Unico aspetto negativo è quello della ristrettezza del territorio, ma i Moriani si ingegnarono sempre per utilizzarlo al meglio, costruendo numerosi terrazzamenti anche molto stretti per mettere a coltura i terreni ripidi a ridosso della montagna. Questa tecnica è storicamente attestata in luoghi come questi o similari (v. coste della Liguria ecc) fin dal mille a.C.

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Panorama di Mori nel 1916. Immagine n. 162/46, tratta da “Il Fronte Immobile”, Tiziano Berté, Antonio Zandonati. Museo Storico della Guerra. edizioniosiride, 2000.

Essendo questa la caratteristica particolare del luogo, i Romani non mancarono di evidenziarla, chiamandolo Muris|| luogo … ai muri1.

La presenza romana a Mori è molto antica e, come per molti altri centri della valle, avvenne con la fondazione di un castrum.

I “muri” esistevano prima dell’arrivo dei Romani e perciò nelle vicinanze del castrum, magari in posizione più difesa sul monte Albano, c’era almeno un villaggio indigeno.

I soldati Romani, dovendo controllare il territorio per prevenire eventuali scorrerie, “ostentavano” la loro forza militare rendendosi ben visibili nel fondovalle.

Dopo la calata dei Cimbri (102 a.C.), attorno al castrum ricostruito, si formò un insediamento abitato (vicus) che mantenne il nome di Muris Vicus.

Muris Vicus diventò, nel tempo e per coincidenza di significati, Mori Vecchio che difatti è il nucleo più antico degli insediamenti moriani.

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Part. Mappa III, Dizionario Toponomastico Trentino, PAT. Mori Ronzo-Chienis.

In mappa, la posizione del castrum “ai muri” che aveva lo scopo di controllare anche la valle di Loppio/Gresta e l’antica strada per Brentonico (via Sano e Castione).

Mariano ci ha poi gentilmente dì comunicato anche il toponimo di TIERNO:

Il toponimo TIERNO

Tierno, analogamente a Tiarno in Val di Ledro, potrebbe derivare dal reto-etrusco “tylar”10 che ha significato di “confine, cippo di confine …”.

Le due località abitate si trovano infatti entrambe in due zone di confine naturale: la prima a ridosso del monte Talpina le cui rocce a strapiombo sull’Adige non consentivano il passaggio verso sud; la seconda in fondo alla Valle di Ledro prima della discesa impervia attraverso la Val d’Ampola per arrivare nel fondovalle giudicariense.

È interessante notare che nell’elenco dei toponimi in “Lagarina Romana” di A. Rigotti, p. 290, i toponimi più antichi documentati: “… 845 Tilliarno, 1028 Tilarni, 1214-1218 Tilarno…” sono perfettamente compatibili con il reto-etrusco “tylar”, mentre, per l’ipotesi di un’origine latina di Tierno da “Tilliarnum||luogo messo a tigli” pone qualche dubbio lo stesso Rigotti a causa del “… suffisso prelatino in -arnus”, il quale mette in evidenza che la “r” non appartiene alla radice “tilia||tiglio”.

1 Toponimi documentati da A. Rigotti in “Lagarina romana” p. 276: 845 Murrius, 1180 Murio, 1188 Murii, 1220 e 1259 Murio … Si notino le lettere iniziali “Mur…”.

Con tutto il cuore ringraziamo Mariano D’Olif per la spiegazione che ci permette di conoscere molto meglio il nostro territorio.

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