Comunicato Stampa e Rassegna Stampa – 7 ottobre 2016

Risposta alla considerazione pubblicata sul giornale Il Trentino in data 07/10/2016 a firma Cis Lanfranco.

Il Trentino
Il Trentino

Comunicato Stampa – 07 ottobre 2016

Lanfranco Cis è indissolubilmente schierato con il Sindaco e come conseguenza le sue considerazioni sono banalmente ovvie strumentalizzando affermazioni che ad oggi gli stessi uffici provinciali, non hanno ancora messo a conoscenza dell’opinione pubblica dopo 45 giorni dalla data dell’incontro. Di fatto avrebbero dovuto redigere il verbale dell’incontro ma non si hanno ancora notizie riguardo ciò.
Abbiamo la fortuna che un consigliere provinciale, come da sua affermazione in data 12 settembre, ha registrato l’incontro e ciò permetterà in caso di divergenti versioni di esaminare i suoi appunti personali.
Allo stesso Cis, abbiamo a più riprese spiegato quanto avvenuto nel menzionato incontro del 23 agosto anche davanti al folto pubblico dell’assemblea organizzata dal comitato lo scorso 12 settembre.
Il segretario del PD non sapendo affrontare con propri criteri argomentativi, come spesso succede per chi sta dalla parte del potere, teorizza una sorta di spirito divino che illumina i tecnici provinciali ed è garanzia di infallibilità progettuale. Tutta l’Italia compreso il nostro amato Trentino dimostra che non è così.
Lo dimostra il fatto che ad oggi la Protezione Civile di Trento non ha ancora chiaro come procedere sull’ammasso roccioso per effettuare le numerose perforazioni, per collocare le micro cariche esplosive che dovrebbero dare la garanzia che il volume di tutti massi che si scaricheranno a valle, compresi quelli di trascinamento incontrollato, saranno inferiori ad un mc.
Non è ancora noto alla popolazione quale sarà il livello di sicurezza dato ai lavoratori, se non come scrive il geologo Nardin (integrazione alla prima relazione) che nell’eventualità che la perforazione verticale inneschi il franamento complessivo, la sicurezza è appesa ad un “cavo/filo che li sospenderà nel vuoto per il loro recupero.
A parere del comitato ciò dimostra indiscutibilmente che tale sicurezza e convinzione di approfondita qualità progettuale è tutt’altro che dimostrata.
Mori, venerdì 7 ottobre 2016

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