Riflessione…Mori è nel caos

A Mori in questi giorni regna una gran confusione.

L’intento da parte della PAT di costruire il vallo tomo riscuote da mesi pareri contrastanti e preoccupanti. La disinformazione regna sovrana in questi momenti di caos.

Bisognerebbe fare un passo indietro e tornare a maggio 2016.

Dopo l’assemblea pubblica convocata dal Comune era stato chiaro che eravamo tutti in pericolo. Cosa è cambiato in questi mesi?

E’ arrivata l’estate ed è anche passata, e nulla si è fatto per evitare il pericolo.

Ora addossano la colpa a chi come noi ha cercato di comprendere le ragioni della titolata opera passiva proposta dall’amministrazione alla quale abbiamo contrapposto un’opera altrettanto passiva ma con l’unica differenza di considerare il fattore “salvaguardia del paesaggio”, purtroppo proposte che la PAT non ha mai preso in considerazione limitando a dirci che dovevamo apporre delle eventuali migliorie al loro progetto oppure presentare un progetto esecutivo dal costo di decine di migliaia di euro.

Siamo sempre stati rigorosi e attenti nel comprendere il grado di pericolo, noi stessi abbiamo chiesto un monitoraggio costante sul masso in questione, che per il progetto PAT si sarebbe attivato solo con l’arrivo degli operai (come loro tutela dal rischio).

Noi a luglio in un comunicato stampa abbiamo chiesto perché i sentieri non sono ancora stati chiusi. Adesso, giovedì 19 gennaio 2017, finalmente il sindaco emana l’ordinanza di chiusura, lasciando però ancora aperto il sentiero della golata che passa quasi sul dietro (a poco più di 50 cm di distanza). Per non parlare della Ganzega d’Autunno, effettuata negli stessi spazi sottoposti a ordinanza del piano di emergenza.

Tutta questa storia sa di surreale. Un pericolo imminente, dichiarato a maggio, ora certificato anche dall’illustre docente prof. Barla che però prevede come unica soluzione un’opera -movimento terra – realizzabile in 6/9 mesi….e nel frattempo?

E se e il diedro cade, come da valori specificati nelle relazioni presentate?

Il buon senso ci consiglierebbe di stabilizzarlo immediatamente per poi aggiungere altre opere per garantire il massimo della sicurezza. Ma questa semplice soluzione non è nemmeno mai stata considerata come percorribile dall’amministrazione pubblica.

Un sindaco che si trincera dietro l’affermazione che l’opera non è stata costruita perché il cantiere è stato bloccato sa di kafkiano. Cantiere avviato (con documento affisso) in data 6 settembre 2016, lavori bloccati dalla Tribù il primo di dicembre, ma durante i ponti e le festività nessuno si è mai presentato.

Da parte nostra, teniamo molto a condividere la relazione del Prof. Giani, chiamato in causa da alcuni proprietari, che sarà presentata a tutti i cittadini mercoledì 25 gennaio all’Auditorium di Mori alle ore 20.30.

Leggiamo dai giornali che è nato un comitato di cittadini che vogliono il vallo tomo, penso che come noi vogliano la sicurezza per il luogo dove risiedono.

Il nostro motto è stato da sempre “la sicurezza è possibile anche con la salvaguardia del territorio”, infatti le tecnologie attualmente disponibili consentono di perseguire entrambi gli obbiettivi, sono obsolete le teorie che impongono il sacrificio del paesaggio per la sicurezza.

 

2 pensieri riguardo “Riflessione…Mori è nel caos

  • gennaio 23, 2017 in 4:20 pm
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    ciao a tutti,dopo aver seguito per un po’ di tempo il vostro sito mi permetto di partecipare con un mio commento alla storia del “vallotomo”.Sono nato a Mori nel ’47 in via Gustavo Modena ed ho giocato per anni sulle fratte e a Montalbano,per cui conosco bene la zona.Dopo il militare me ne sono andato dal paese ed ora vivo in Toscana dal ’76 ma sono venuto spesso a Mori dove è rimasta la mia famiglia.
    Sono d’accordo con la necessita’ di usare tutte le tecnologie intelligenti e disponibili per affrontare il problema,soprattutto per non sacrificare la bellezza del paesaggio in nome della “sicurezza”che come dite voi se fosse cosi’ urgente avrebbero gia’ dovuto mettere in atto le contromisure necessarie.
    Volevo inoltre dirvi che nei primi anni ’90,nella valle dove ho vissuto per quarantanni siamo riusciti a bloccare la costruzione di un elettrodotto,con un comitato,che avrebbe deturpato la valle.Quindi sono con voi in spirito e vi auguro di farcela,non è detto che i politici anche se delegati a governare dai cittadini non possano sbagliare ed essere aiutati a correggere scelte sbagliate. Claudio

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  • gennaio 23, 2017 in 4:27 pm
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    Più che confusione si potrebbe tranquillamente dire che qualcuno in Comune(intendo il municipio e chi lo sta amministrando) è andato nel pallone, o per dirla alla trentina “ i è nai en asedo ”
    Non trovo altre spiegazioni rispetto all’ultima relazione del Proff. Barla e alle ultime decisioni che il Sindaco ha adottato per la sicurezza dei cittadini di Mori come l’ordinanza per la chiusura di alcuni sentieri di accesso a Montealbano per la sicurezza di chi va in passeggiata, e non fare niente per L’IMMEDIATA messa in sicurezza delle persone che sotto il pericolo ci vivono, mi sembra sinceramente demenziale!
    La sicurezza dei cittadini è sempre stata la priorità per tutti, Comitato Davicoloaviclo, Tribù delle fratte e tutti quei cittadini moriani che in questi mesi hanno cercato in tutti i modi di far capire che può coesistere la sicurezza con la salvaguardia del territorio, non mi sembra viste le ultime dichiarazioni e decisioni prese dal Sindaco, che questa priorità sia la stessa .
    Bruno Veronesi

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